lunedì, 19 novembre 2007

Addio, ciao ciao, auf wiedersehen, goodbye

E' tempo di addii cari miei.

Da oggi questo blog, compagno fedele delle vostre mediocri giornate, chiude. Avete cinque-secondi-cinque per versare le poche lacrime che le vostre anime aride sono capaci di produrre, e se non vi viene da piangere almeno fingete, cribbio!, che anche io ho un piccolo ego da soddisfare.

Fatto?? Bene.
[Direbbe Muciaccia preso da un Art Attack]

Dico addio quindi alla frizzante community splinderiana, ai blog temporaneamente non disponibili, ai feed aggiornati semestralmente e a tutte le piccole carinerie a cui il vecchio Mr. Splinder mi aveva abituato.

Ma non temete, piccoli estimatori della mediocrità, tutto il circo si trasferisce di là, su Wordpress.com.
Aggiornate i vostri segnalibri, modificate i vostri link, ritoccate i vostri feed, quindi, che il gioco, per fortuna o purtroppo, continua.

E se il trasferimento può sembrare una mossa stupida, beh, a mia discolpa posso dire che anche ai piani alti adesso si usa cambiare nome a una cazzata pur lasciandone intatta la sostanza.

Siamo d'accordo allora, ci si becca dall'altra parte.
postato da gianl alle ore 15:05 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
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lunedì, 12 novembre 2007

La Crudeltà è...

La Crudeltà [con la C maiuscola] è chiamare un indifeso poppante Oceano destinandolo così a un futuro di risolini dietro alle spalle. E come mossa, poi, mi sembra anche volgarmente esibizionista.
Conosciamo tutti un certo [zio] Lapo, no?, e abbiamo visto quanto male possa fare una vita cominciata con un nome di battesimo originale...
postato da gianl alle ore 13:21 | Permalink | commenti (31) / commenti (31) (pop-up)
categoria: trash, mad world

venerdì, 09 novembre 2007

Cosa vuoi fare da grande?

In sostanza la domande canoniche erano sempre le stesse: 1) come va a scuola? 2) hai la morosa? e il temibile quesito 3) cosa vuoi fare da grande?
Con le prime due potevo ironizzare e inventare alla grande, come solo un bimbetto con la lingua lunga può fare.
La terza, invece, mi destabilizzava. Io son piccolo, eh, mica devo decidere adesso che cosa fare da grande...
Ma agli adulti quella risposta lì non piaceva proprio e la volta dopo La Domanda veniva riproposta con maggior fervore. Ed è così che ho cominciato ad addentrarmi nel mondo delle fantasie lavorative. Con risultati spesso spiazzanti...
  1. Dopo il mio, già narrato, incontro con una cazzuola e seguente corsa al pronto soccorso decisi che dovevo diventare un pediatra. Per cucire i bambini. Quando sartoria e medicina si mischiano in confuse alchimie infantili.
  2. L'astronauta. Tutti dicevano che volevano fare quel mestiere e io, capronamente, non potevo che accodarmi. Ah, questo misterioso processo per cui un bambino si lascia influenzare dalla massa riguardo alle sue, serissime, scelte professionali.
  3. Il veterinario, per aiutare le gatte e le cagne a partorire. Vidi partorire bestie di ogni foggia a casa di mia nonna, e la cosa mi appassionava. Poi vidi un vitellino nascere da una mucca. Vomitai. La mia carriera in quel ramo si concluse in quel momento. Che poi, esiste l'ostetricia veterinaria?
  4. Il re. Il giovane monarchico che c'era in me si manifestò quando il disagio mentale si era già palesato, immagino. Fare il re mi sembrava tutto sommato semplice, bisognava solo mettere i bastoni tra le ruote ai principi e combattere le streghe, no?
  5. Il prete, folgorato sulla via del frigo mentre andavo a prendere una Kinder Fetta al Latte capii che la mia vita era da destinarsi al prossimo e al Signoreonnipotente. Mi misi sotto con il praticantato da chierichetto, ma una caduta sull'altare con la coppa del vino santo [che deve avere un nome proprio, ma che ora non mi viene] in mano e una vicina di casa che mi disse Lo sai che l'inferno è piastrellato con le teste dei preti? mi distolsero da una possibile carriera ecclesiastica.
  6. Il Santo, ovvero l'ultimo dei deliri. Non potevo festeggiare l'onomastico e questo era causa sufficiente a farmi tentare la strada della Santità. In secondo luogo, avendo le idee poco chiare a riguardo, ero fermamente convinto che un Santo avesse almeno il doppio di potere di un re.
E se me lo chiedi adesso, cosa voglio fare da grande, ti prendo a schiaffi. Ché io non l'ho ancora capito e continuare a galleggiare nell'incertezza non mi pare una mansione abbastanza ben retribuita.
Ma ora voglio sapere cosa voi aspiravate di diventare da piccoli bamboccini, perché dalle vostre risposte si capiranno tante cose e io ho bisogno di scremare la mia lista dei feed...
postato da gianl alle ore 13:12 | Permalink | commenti (34) / commenti (34) (pop-up)
categoria: personal

mercoledì, 07 novembre 2007

Perché gianl™ fa bene alle orecchie, oltre che al cuore.®

"Una volta toccato il fondo, l'unica alternativa possibile è cominciare a risalire."

Io non conosco l'autore di questa celeberrima frase fatta, ma sicuramente posso affermare che era un imbecille. Io, per esempio, ho toccato il fondo durante il presepio vivente del terzo anno d'asilo, facevo San Giuseppe, e da quella volta ho continuato a scavare nell'abisso.

Questo blog, invece, ha toccato il suo punto più basso ieri, con la storia delle donnette alle prese con la coppa del Nonno e la mia relativa faccia da opossum reattivo in presa diretta su tutti i vostri schermi, ma non temete sparirà a breve [E se volete altre appropriatissime reazioni di disgusto potete sempre andare nell'inutile sgabuzzino, una volta tanto].
E' giunta l'ora, quindi, di ripristinare l'ordine e l'eleganza che hanno sempre, ehm ehm, contraddistinto questo confortevole posto dove tutti voi appoggiate le vostre stanche e aristocratiche chiappone digitali.

E quale modo migliore di ricomprare la vostra fiducia condividendo con voi alcune delle migliori perle che ultimamente sono in loop nella mia libreria di iTunes?

Sono tutte cover, eh, se volete gli originali cacciate i quattrini e andate al negozio di dischi più vicino, che qui non si fa pirateria di bassa lega. Ricordate, però, che in certi casi le imitazioni, comunque sempre originalissime, sono quasi migliori del brano autentico, buttateci un orecchio, ne vale la pena.
  • Paranoid Android - Sia. Ci vogliono coraggio e talento per toccare un capolavoro dei Radiohead e non renderlo una timida cacofonia. O forse basta solo incoscienza. Sia, però, ha una voce strepitosa e gli archi di accompagnamento completano la magia.
  • Acceptable in the 80s - The Editors. L'originale non riesco ad apprezzarlo a fondo, la cover di conseguenza non è tra i miei brani preferiti, anzi, forse gli Editors avrebbero fatto meglio a giocare a dama invece di prodigarsi in una trasposizione indie del brano di Calvin Harris.
  • Careless Whisper - The Gossip. L'originale degli Wham! è sempre stato inascoltabile per me. Sarà il sax, saranno i capelli cotonati dell'ancora macho George Michael. La cover dei Gossip, invece, è orecchiabile, anzi, ad alto rischio di dipendenza uditiva.
  • What You Waiting For? - Franz Ferdinand. Ochei, questa non è recente. Ma sono convinto che sentire i Franz Ferdinand scimmiottare Gwen Stefani sia uno dei motivi per cui il Creatore ci ha dotato di orecchie. Spassosa.
  • My Love - Marit Bergman. Dimenticate Justin Timberlake e il suo falsetto sincopato, l'eunuco lascia spazio a una tenera svedese che fa di My Love una canzone ideale per i titoli di coda di Dawson's Creek. E non è un'offesa, giuro.
  • Standing in the Way of Control - Róisín Murphy. Beth Ditto andrebbe orgogliosissima di questa reinterpretazione della sua Standing in the Way of Control ad opera della ex-Moloka Róisín. Si perdono un po' di beat, ma si acquista una nuova profondità vocale.
postato da gianl alle ore 14:53 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: io amo, moosica, al servizio del cliente

martedì, 06 novembre 2007

Gelato al cioccolato, dolce un po' salato

La vita del navigatore internettiano contemporaneo è piena di rischi, di pericoli, di incubi digitali pronti a contagiare la sua mente. Ma potete ringraziare i vostri dei oggi: il sottoscritto, nell'impegnativa missione di guadagnarsi un posto in paradiso entro i 30, vi mette in guardia a proposito del più devastante dei nuovi rischi audiovisivi e dall'apparentemente innocuo nome di 2girls1cup.
Che se fosse il classico virus o il tenero truffatore nerd dedito al phishing, non sarei qui a scrivere...

Mi spiego.

Immaginate di guardare un video e di riprendervi in faccia mentre lo fate.
Immaginate che il video raffiguri la cosa più disgustosa in cui i vostri occhi possano inciampare in una vita intera e moltiplicatela per tre. [Ecco, non ci siete nemmeno lontanamente vicini, a quella cosa lì, ma qui vi si vuole bene anche per la vostra "semplicità". Consiglio dello chef: Rileggetevi il titolo del post.]
Ora, quindi, avete un nuovo video che dipinge i vostri volti contriti in abominevoli smorfie, prendetelo, caricatelo su YouTube e aspettate che il mondo vi osservi mentre vi producete in espressioni che nemmeno voi eravate consci di saper eseguire.

Ecco, questa è la nuova moda virale del web. Un distillato di idiozia e divertimento sadico, che poi sono le vere essenze che tengono in piedi tutto il pianeta della WorldWideWeb, che si sta diffondendo ovunque a ritmo serrato.

Io vi ho avvertito: non riprendetevi mentre guardate per la prima volta questo video [V.M 18, comunque]. Ma nel caso in cui l'abbiate fatto lo stesso, ignorando il mio accorato appello, esigo una copia del vostro filmato.

[Sotto la reazione dell'ingenuo gianl incastrato orribilmente e con l'inganno da un Bignardo qualsiasi.]

 
postato da gianl alle ore 01:26 | Permalink | commenti (48) / commenti (48) (pop-up)
categoria: personal, internet, mad world

venerdì, 02 novembre 2007

Pop is dead

Confessare di aver assistito alla trasmissione degli MTV Europe Music Awards, gli EMAs per noi amici, in diretta da Monaco, quello in Baviera, credo sia un ulteriore passo verso il suicidio sociale. Ma io me ne infischio e commento.
Ho visto poco e male, a dire il vero, e durante la visione non ho sentito il brivido dell'emozione percorrere la schiena come quando ero un adolescente dedito esclusivamente alla cacofonia pop.

Il pop, di cui gli EMAs sono sempre stati il tempio d'eccellenza, è cambiato. Adesso essere etichettati come artisti [ahah] pop dev'essere diventata la peggiore delle offese per le giovani leve eredi di boyband e compari nel cuore dei pubescenti di tutto il mondo.
C'è una continua rincorsa a una nuova etichetta di genere da parte dei giovani idoli dei teenagers, un volersi spacciare per qualcosa di diverso da quello che si è.
Avril Lavigne, per citarne una a caso, riesce ad incollarsi alle extensions colorate il cartellino della nuova ondata punk. E Nicole Scherzinger, l'unica capace di cantare tra le settantadue componenti delle Pussycat Dolls, si atteggia a cantante R'n'B di livello. Gli unici a crederci oltre a loro, sono i loro fans.

E' che c'è bisogno di legittimazione tra i mediocri cantanti contemporanei e il pop è diventato una sporca faccenda poco dignitosa.

Paradossalmente gli EMAs sembrano più posticci di quanto non lo fossero dieci anni fa, quando le Spice Girls, regine della musica di plastica, sculettavano su zeppe improponibili e Avril Lavigne ne imitava ancora le movenze durante le ricreazioni delle medie.
Ora questi nuovi gruppuscoli musicali, macchinette adattissime allo scopo di mungere profitti dall'ingenuo orecchio giovanile, hanno il doppio compito di produrre musica popolare e recitare la parte dei veri musicisti.
E' atroce sobbarcare di tanta responsabilità questi poveri operai delle case discografiche, fargli indossare vestitini e ballare su coreografie elaborate non basta più.
E quindi i Tokio Hotel diventano la neue Welle della musica rock contemporanea e  i My Chemical Romance sono portavoce musicali del disagio giovanile. Con buona pace del grunge, che si rivolta nella tomba.

Comunque, dopo un'oretta di visione ho deciso di spegnere il televisore e dedicare un minuto di silenzio al mio pop adolescenziale, quello che è morto definitivamente quando le Spice Girls e gli N'sync si sono sciolti e Nick Carter è ingrassato come un cinghiale.

Gli unici momenti salvabili di questi tristi EMAs 2007:
  • La chiacchierata da bar tra Dave Grohl, David Gahan e Michael Stipe;
  • La performance di Mika, l'unico dichiaratamente pop senza alcuna vergogna;
  • Amy Winehouse ubriaca[?] che belava Back to Black sul palcoscenico;
  • Le mie osservazioni su Nelly Furtado [nuova devota del nigga phegga muttafucka-style], ora biondo platino, ma questo è successo solo nella mia testa;
  • La speranza, mia e di altri milioni di telespettatori, che alla ex-Pussycat Doll dal cognome difficile uscisse una tetta dal mini vestitino mono-spallina.
postato da gianl alle ore 19:40 | Permalink | commenti (33) / commenti (33) (pop-up)
categoria: trash, television, moosica

mercoledì, 31 ottobre 2007

La guida definitiva al travestimento per Halloween

Prima di perderci tutti insieme nel consueto, sterile e sempre attuale dibattito Halloween si, Halloween no diamoci il tempo di meditare e di sviscerare a fondo il tema centrale del travestimento.
Perché se alla fine saremo per l'Halloween si, quale sarà il modo di vestirsi più adatto per celebrare la festività più inutile dopo il dolce San Valentino?*
Dracula e la Mummia sono da considerarsi veramente degli evergreen, come fossero un classico tailleur di Chanel?**
E' accettabile vestirsi da Gabibbo per Halloween?***
Se sei un gabinetto inguardabile è proprio necessario addobbarti da Morticia Addams per essere credibile?****
Travestirsi da Harry Potter a quarantanni lascerà su di te una stigma sociale indelebile?*****

Perché il travestimento non è materia su cui scherzare con leggerezza. Pensavi il contrario?

Partiamo dai costumi da evitare:
  1. Il Fantasma da discount. Un travestimento credibile richiede tempo e denaro, oltre che una cura dei dettagli quasi maniacale. Prendere un lenzuolo reso semi-trasparente da milioni di lavaggi e centrifughe e praticargli due buchi per gli occhi ti farà sembrare un membro del Ku-Klux-Klan, se avrai fortuna, o un idiota con un lenzuolo bucato addosso, se i tuoi amici non sono completamente miopi. E no, la catena anti-furto della bici legata alla caviglia non ti renderà più credibile. Anche perché la catena in questione è una di quelle con la combinazione numerica.
  2. La bagascia. Se sei un uomo e stai svaligiando l'armadio della tua ragazza alla ricerca di minigonne e corpetti in vista di Halloween ti stai sentendo chiamato in causa. Il vestirsi da donna è il più semplice dei travestimenti, ma anche il più cheap e a più alto rischio di fallimento. I tuoi virili peli sbucano dalle calze e dall'ovatta con cui hai tentato di riempire quel vecchio reggiseno, i tuoi piedoni sfondano il tacco 12 delle decoltée 37 della tua ragazza, il rossetto sui denti uccide ogni fantasia, la parrucca biondo platino a € 9,99 è troppo piccola. Il pensiero di trovarsi davanti a un pervertito passerà per le menti di chiunque avrà la sfortuna di incontrarti, tua ragazza inclusa.
  3. Travestimento démodée a caso. Siamo nel 2007 bamboccio, vestirsi da Genio della Lampada della Disney o da Nick dei Backstreet Boys è stupido, non è originale. Ad Halloween non esiste il vintage. Faresti la figura del poveraccio se la gente riuscisse a capire da cosa ti sei vestito.
I costumi di successo:
  1. Loredana Bertè col mal di schiena. Attualissimo e stravagante. Per i vestiti recati alla Caritas più vicina, troverai sicuramente qualcosa di adatto. Per una completa impersonificazione bersi un beverone a base di Lisomucil, Xanax, Tavor e alcol prima di uscire di casa. E ricorda: qualsiasi discorso logico è completamente fuori dal personaggio. La violenza, sia fisica o verbale, è da preferire al ciao per i saluti.
  2. Paris Hilton smutandata. Il più adatto alle tasche vuote. Basta una cravatta da usare come minigonna e un rotolo di carta igienica per fare il top. Fine del vestiario. E con fine del vestiario intendo dire che il non indossare biancheria intima non è un'opzione. L'occhio spento e la depilazione totale sono d'obbligo per essere veramente credibili, un diadema di plastica è facoltativo, ma gradito. Unico inconveniente: doversi concedere sessualmente ad ogni singolo invitato del vostro Halloween Party.
  3. Bill Kaulitz. Unisex, ma un po' costoso. Bisogna cotonarsi i capelli spingendosi al di là di qualsiasi limite posto dalla forza di gravità  e riempire gli eventuali vuoti con crine di cavallo. I vestiti ce li si può procurare derubando un emo all'uscita da scuola, per il trucco, però, si dovrà preventivare una spesa superiore al P.I.L. annuale dell'Etiopia. Attenzione a non cadere in errore e declassarsi alla bagascia di cui si parlava prima, perché il confine è sottilesottilesottile.
* Se tu sei tra quelli che Halloween si, ti consiglio un consulto immediato con un Morelli qualsiasi.
** Si, lo sono. Il tailleur di Chanel, invece, è un evergreen solo per le malefiche vecchiette repubblicane del Connecticut.
*** Assolutamente no. Vestirsi da Gabibbo è un crimine contro l'umanità a priori.
**** No, non per renderti credibile. Devi vestirti da Morticia per renderti passabile almeno una volta all'anno, non gettare al vento simili occasioni.
***** Il solo fatto di porti simili domande e aver pensato di poterti vestire da maghetto getta una stigma indelebile su di te.
mercoledì, 24 ottobre 2007

Anniottanta adieu

Io questo fenomeno del ritorno degli anni '80 non lo comprendo.
La nostalgia virale che spinge blogger più o meno trentenni a riesumare memorie sepolte, designers più o meno trentenni a cercare spunti per le nuove collezioni dall'armadio di Madonna ai tempi di Like a Virgin e musicisti più o meno trentenni a plagiare sonorità del decennio musicalmente più oscuro dello scorso secolo rimane un mistero per i più o meno ventenni come me che guardano ai superiori scuotendo la testa mentre si promettono di non diventare così.
E' che il più o meno trentenne medio se ne sta sospeso in uno stato precario, tra un'adolescenza senza fine e in recrudescenza e un'età adulta in agguato di cui non prendere atto. Sentendo la puzza della responsibilità che si avvicina il più o meno trentenne, quindi, si rifugia nei ricordi del Liceo, la mitica Arcadia, quando il Tempo delle Mele e i Duran Duran...
Ed è così che lo tsunami dell'Amarcord travolge un po' tutti.

Io negli anni '80 ci sono nato, ma non ho ricordi degni di nostalgia del periodo, quelli sono stati gli anni dell'asilo, e uno non è cerebralmente pronto per immagazzinare memorie a quell'età.
Il mio primo ricordo certificabile con data effettiva è stato il Crollo del Muro, che vidi al telegiornale. Chiesi a mio padre il perché di tanto casino per la caduta di un muro. Non mi rispose.
Ma quella è la fine del decennio.
E poi ricordo che mia madre mi vestiva in maniera orribile. Il papillon, o la cravatta da yuppie, era d'ordinanza per tutte le occasioni più prestigiose della visita settimanale alla Standa, visite agli amici di famiglia incluse, quindi.
E se tutti ricordate la musica di Madonna, Prince, Michael Jackson, io ricordo la pessima musica leggera italiana di quegli anni che ascoltavano i miei genitori: Loretta Goggi e Toto Cutugno per citarne due a caso.
Della televisione non ricordo molto, se non la paura fottuta che mi facevano le pubblicità progresso. Per molti anni a venire avrei avuto il terrore della droga e dell'AIDS senza sapere cosa fossero. Vivevo col timore continuo di essere anche io cerchiato di viola o peggio di perdere iride e pupille dagli occhi. Mia madre, tenerissima, mi disse che ci si ammalava mangiandosi le unghie. Non avrei più messo un dito in bocca fino ai tredici anni.
Partendo da quei pochissimi ricordi nel tempo mi sono costruito un'idea pessima degli anni '80 e vedendo i video musicali e i film dell'epoca, sentendone la musica, non potei che confermare le mie idee.
Ma poi succede che verso la metà degli anni 2000, o qualcosa prima, quel decennio venga redento dalla spazzatura a cui lo si era relegato. E per me è difficile scrollarmi di dosso le idee che mi ero fatto a proposito.

Quindi io, gli anni '80, continuo ad odiarli, sebbene non li abbia vissuti. Ringraziate mia madre o i pubblicitari.

Aspetterò di essere a mia volta un più o meno trentenne per ricordare tutti i bei momenti vissuti sul finire degli anni '90. Il balletto di Everybody, I wanna really really really wanna zigazig ha, la prima volta in discoteca con i VengaBoys. Cominciamo ad organizzare le memorie, miei cari coetanei.



Io, comunque, negli anni '80 ero così. Riflettevo appieno lo spirito del tempo, no?
postato da gianl alle ore 13:18 | Permalink | commenti (43) / commenti (43) (pop-up)
categoria: personal, io odio

sabato, 20 ottobre 2007

Voi non state bene



Sarà che io stanotte ho dormito poco e male. Occhi arrossati e mente annebbiata.
E si sa che il sonno della ragione... Insomma, ditemelo voi che non è vero.
....dai
postato da gianl alle ore 20:01 | Permalink | commenti (35) / commenti (35) (pop-up)
categoria: io odio, mad world

venerdì, 19 ottobre 2007

Il pheego della settimana / Adam Levine

Voi l'avete richiesto. Voi, non io, che a me piace quanto il Dixan a merenda.
Ma se c'è una cosa che mi contraddistingue, quella è la magnanimità, e il mio amore per il prossimo è secondo solo a quello di San Francesco, le pagine di questo blog possono testimoniarlo. O no?
Mosso da pietà, per voi, mica per lui, eleggo quindi Adam Levine, il marrone #1, pheego della settimana.

Adam Noah Levine nasce a Los Angeles nel 1979 da una famiglia di fashionisti di origini ebraica e fino dai primi vagiti affascina ostetrici e pediatri: mai si era sentito un pianto così simile al latrato di un dalmata in fiamme.
Al terzo pianto, però, su richiesta di tutto il personale medico che assordato da tanta cacofonia minaccia uno sciopero di proporzioni devastanti il piccolo Adam viene rinchiuso in un'incubatrice dalle pareti fono-assorbenti.
Rimarrà chiuso in quella scatola per molti anni a venire, nutrito tramite flebo di tranquillante e con un'unica uscita concessa nel giorno del Ringraziamento, quando viene obbligato dai semiti genitori a recitare davanti ai parenti una stucchevole e sdolcinata poesiola.
La malnutrizione, il fashionismo dei genitori e la lettura degli ignobili componimenti lascerà un segno indelebile nella mente del giovane Adam e se ne troverà traccia anche nei suoi lavori artistici in età adulta.

Con l'inizio delle elementari il piccolo viene estratto definitivamente dalla custodia che lo aveva contenuto fino a quel momento, appare già alto, magrissimo, emaciato e dotato di una curiosa barbetta incolta che diventerà la firma caratteristica del suo personaggio.
Ma l'approccio con i suoi simili non è semplice. Nonostante la barbetta nera, sinonimo di carriole di testosterone nel suo seppur giovanissimo organismo, la sua voce acutissima risulta fastidiosa anche ai coetanei e viene subito preso di mira dalle prese in giro dei compagni di classe. In un'intervista del 2005 Adam dichiarerà: Mi chiamavano "il peloso urlatore" e mi mettevano sempre a contare quando si giocava a nascondino. Fu un periodo molto difficile.

Mentre il mondo, la sorte e Javhè sembrano prendersi tutti gioco di lui, Adam cresce. Passa l'ultima infanzia chiuso in camera sua, scrivendo canzoni orribilmente simili alle poesie che era costretto a leggere da piccolo, ascoltando musica improponibile e imitando Cher, collant e giacchino di pelle inclusi, in If I Could Turn Back Time.
Esibendosi nella medesima canzone, e con gli stessi vestiti, per la festa del Ringraziamento del '92 si attira le ire di tutto il parentado guadagnandosi lo sfratto permanente dalla casa famigliare.

Nel collegio dove verrà mandato finalmente Adam vede arrivare l'agognata pubertà e il conseguente arrivo di un tono vocale più grave e consono ai suoi attributi.
Ringalluzzito dal profumo dell'adolescenza crea una gang di teppisti originalmente battezzata Castagna 5 con cui si diletta a picchiare i coetanei dopo averli obbligati ad assistere alle sue performances in collant 10 denari. A diciotto anni avviene la svolta: Adam, stanco delle escoriazioni sulle mani, decide di dedicarsi ad attività meno lesive alla pelle che con tanta cura idrata e massaggia con creme e lozioni, cambia con moltissima fantasia il nome della gang in Maroon 5 e riscopre il piacere della composizione di canzoni monotematiche, ma anche monotone.

Il resto è storia, una storia di successo, acuti travolgenti, falsetti accennati e vestiti eleganti all'urlo di In Barbetta We Trust!

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postato da gianl alle ore 11:08 | Permalink | commenti (23) / commenti (23) (pop-up)
categoria: il pheego della settimana

Dove sei arrivato

Utente: gianl
Cercavate il meglio sulla piazza? Male, vi siete fragorosamente incagliati nel mediocre. Può essere piacevole se ci si adatta. Quindi mettetevi comodi e accontentatevi. Oppure defilatevi velocemente, farò finta di non avervi visto.

______________________

Per chiarimenti, domande, lamentele, confessioni scabrose, catene di Sant'Antonio, lettere minatorie, spam, ingaggi presso strutture circensi, perizie psichiatriche, proposte di matrimonio e tutto ciò che le vostre malate menti possano pensare sia necessario comunicarmi potete contattarmi tramite:
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